Alzi la mano chi non ha mai "espresso un desiderio" dopo aver ammirato una stella cadente... Le sere d'estate sono contraddistinte da questo rituale dal sapore romantico, che non manca mai di costringerci col naso all'insù e suscitare emozione e curiosità.
Ma di cosa si tratta, in realtà? Cosa sono le fugaci scie luminose che solcano il cielo, e come è possibile osservarle al meglio? Ed è vero che è possibile vederle anche al di fuori del periodo del 10 agosto?
Le stelle non cadono. Per fortuna.
Anche se ci sembrano minuscoli punti luminosi incollati ad una cupola nera, le stelle - nella loro enormità - sono corpi celesti come il nostro Sole, ma molto più lontani. E, anche se nell'Universo tutto si muove, nel corso della vita di un uomo appaiono ben salde nella loro posizione sulla volta celeste.
Quella che comunemente chiamiamo "stella cadente" è in realtà un fenomeno molto più vicino a noi, che si verifica effettivamente sopra le nostre teste, nell'atmosfera terrestre.
Si tratta di un piccolo frammento, che tipicamente ha le dimensioni di un granello di sabbia o di un sassolino, proveniente dallo spazio. Il frammento, tecnicamente definito meteoroide, viene attirato dalla gravità della Terra e cade nell'atmosfera.
La traiettoria è molto veloce, raggiunge decide di chilometri al secondo, e l'attrito con l'aria surriscalda il frammento. Il calore, oltre a "consumare" il meteoroide stesso, provoca la ionizzazione dell'aria e la formazione della caratteristica scia luminosa (la meteora). In men che non si dica, il corpuscolo viene distrutto e la scia scompare.
La Terra, lungo la traiettoria che percorre in un anno attorno al Sole, incontra in alcune zone dei banchi di polveri abbondanti. Queste “sacche” sono state prodotte dal passaggio periodico delle comete, oggetti formati da ghiaccio e polveri che, quando si avvicinano al Sole, lasciano molti residui lungo la loro orbita per effetto del calore e del vento solare. E’ per questo che ci sono periodi dell’anno in cui le meteore sono particolarmente numerose, al punto da costituire uno sciame.
Frammenti di dimensioni maggiori producono scie più brillanti e persistenti (i cosiddetti "bolidi"), e possono addirittura lasciare fumi dopo il loro passaggio, o ancora produrre suoni udibili da terra. Se il meteoroide è abbastanza grande, può non consumarsi del tutto durante la sua caduta. In quel caso, qualcosa arriverà fino a terra: una meteorite (che in genere è però di origine non cometaria, in quanto i frammenti rocciosi o metallici di queste dimensioni provengono tipicamente dagli asteroidi).
Gli sciami principali.
Riassumiamo in una tabella i periodi migliori in cui osservare le meteore.
Di anno in anno ci possono essere variazioni sia nel momento del picco, sia nella quantità di "stelle cadenti" osservabili.
Nome |
Periodo |
Picco |
Quantità |
|---|---|---|---|
Quadrantidi |
28 dic - 12 gen |
4 gennaio |
Fino a 120 meteore all'ora |
Eta-Acquaridi |
19 apr - 28 mag |
6 maggio |
Fino a 70 meteore all'ora |
Perseidi |
17 lug - 24 ago |
13 agosto |
Fino a 100 meteore all'ora |
Leonidi |
06 nov - 30 nov |
18 novembre |
Variabile, periodicamente si hanno "piogge" abbondanti |
Geminidi |
07 dic - 17 dic |
14 dicembre |
Fino a 120 meteore all'ora |
Altri sciami sono caratterizzati da una quantità di meteore più scarsa o molto variabile.
Gli sciami meteorici prendono il nome dalla costellazione in cui si trova il radiante, ovvero il punto da cui le meteore sembrano allontanarsi (per un effetto prospettico). Si potranno osservare più meteore presso quelle località in cui, nel momento del picco, è notte fonda ed il radiante è alto sull'orizzonte.
Come osservare.
Non servono strumenti, in quanto non c'è modo di prevedere dove e quando apparirà una scia. Bisogna posizionarsi in un luogo aperto, il più possibile privo di ostacoli che nascondano il cielo, tenendo una posizione comoda (il torcicollo è in agguato!).
Una condizione importantissima per poter godere di questo spettacolo è il livello di buio. Se ci si trova immersi tra le luci cittadine, o se la Luna piena è presente in cielo, il chiarore diffuso coprirà le meteore più deboli.
Il picco delle Perseidi previsto per il 12 agosto 2011 è coinciso, sfortunatamente, proprio con la Luna piena, e questo ha diminuito molto il numero di "stelle cadenti" osservabili.
Immortalare l'evento.
Con un po' di pazienza e parecchia fortuna, è possibile catturare una immagine delle meteore più brillanti. Occorre una macchina fotografica in grado di tenere l'otturatore aperto a lungo, meglio se equipaggiata con obiettivi molto luminosi e a campo medio-largo. Si consiglia di impostare una sensibilità minima di 400 ISO, di usare il telecomando e un cavalletto molto stabile... in bocca al lupo!
Ecco qualcuno che ce l'ha fatta:

